IL GIRADISCHI È UNA SORGENTE AFFASCINANTE MA DELICATA. RICHIEDE QUALCHE CONOSCENZA DI BASE
Non possiamo più parlare di semplice moda. Il vinile è davvero tornato, al punto da trovarlo ormai anche negli scaffali cultura della grande distribuzione. Ma avvicinarsi al disco in vinile richiede comunque qualche conoscenza di base.
Ogni giorno, da Audiovision, incontriamo persone che si sono perse nel labirinto delle offerte e che, soprattutto, sono rimaste deluse dalla loro prima scelta: un giradischi acquistato troppo in fretta, magari senza che nessuno spiegasse davvero le particolarità di questo apparecchio.
La prima cosa da sapere è che il segnale prodotto da un giradischi nasce dalla testina phono: quel piccolo elemento posto all’estremità del braccio, incaricato di leggere i solchi del disco. Il segnale che ne esce è minuscolo: una specie di sussurro elettrico, fragile e piuttosto aspro, che deve essere trattato correttamente prima di arrivare ai diffusori.
Perché serve un preamplificatore phono?
Per capire il motivo, conviene fare un passo indietro.
Per incidere più musica su un 33 giri, quindi più solchi sulla stessa superficie, è stato necessario modificare il procedimento molto più diretto utilizzato ai tempi del 78 giri. Le basse frequenze, infatti, producevano solchi troppo larghi, mentre le alte frequenze rischiavano di perdersi nel rumore di fondo.
Nel 1954 venne quindi definita una curva di equalizzazione, una sorta di compromesso intelligente: attenuare le basse frequenze e aumentare gli acuti durante l’incisione del disco. In questo modo si guadagnava molto spazio e si riduceva il fruscio. Con questo sistema nasceva lo standard RIAA.
Abbiamo quindi due elementi fondamentali: un segnale molto debole e la necessità di “decodificarlo” correttamente. È proprio questo il ruolo del preamplificatore phono. Senza di lui, il suono sarebbe quasi impercettibile e completamente alterato.
Ogni giradischi ha bisogno di un preamplificatore phono. Alcuni modelli, soprattutto in fascia entry level e media, lo integrano direttamente. Altri, invece, no.
Se il tuo giradischi non ha un pre phono integrato, dovrai acquistarne uno separato. Ne esistono a tutti i prezzi. Prima, però, controlla se il tuo amplificatore dispone già di un ingresso indicato come “phono”: in questo caso, il preamplificatore phono è integrato nell’amplificatore e potrai collegare direttamente il giradischi.
Attenzione però a un errore molto comune. Se il giradischi è già preamplificato e lo colleghi all’ingresso phono dell’amplificatore, il segnale verrà trattato due volte. Il risultato sarà un suono saturo, distorto e poco piacevole. In questo caso, bisogna verificare la posizione dello switch del giradischi e assicurarsi che l’uscita sia impostata correttamente, disattivando il pre phono interno quando si utilizza l’ingresso phono dell’amplificatore.
Il caso dei giradischi wireless
In teoria, l’idea è molto seducente: un impianto minimalista, nessun cavo tra giradischi e diffusori, la possibilità di ascoltare i propri vinili con cuffie senza fili o diffusori Bluetooth.
Nella pratica, però, la maggior parte dei giradischi Bluetooth di fascia entry level utilizza il codec SBC, cioè il formato di compressione più semplice e meno performante. Alcuni modelli, molto più rari, arrivano fino ad aptX o persino aptX Adaptive. Ma per beneficiarne davvero, anche i diffusori o le cuffie devono supportare lo stesso codec. In caso contrario, il sistema tornerà automaticamente al codec SBC.
Se cerchi la migliore qualità sonora possibile, il collegamento via cavo resta la soluzione superiore. La compressione Bluetooth, anche quando supporta codec più evoluti, non può competere con una connessione RCA diretta verso un buon amplificatore o un buon preamplificatore phono.
Cinque consigli per installare bene il giradischi
1. Scegli una superficie stabile e lontana dai diffusori
Posiziona il giradischi su una superficie stabile, piana, perfettamente orizzontale e lontana dai diffusori, idealmente almeno 30 cm. Le vibrazioni prodotte dai diffusori possono trasmettersi attraverso il mobile e creare un effetto Larsen: quel ronzio cupo che tende ad amplificarsi da solo.
Un mobile pesante e rigido sarà sempre preferibile a una mensola leggera della celebre marca svedese.
2. Non dimenticare il filo di massa
Se il tuo giradischi ha un piccolo filo verde o nero accanto ai cavi RCA, spesso con una forcella metallica o un’estremità nuda, si tratta del filo di massa. Va fissato alla vite o al morsetto indicato come GND o Ground sul preamplificatore phono o sull’amplificatore integrato.
Non tutti i giradischi hanno un filo di massa separato. Su alcuni modelli, la massa passa direttamente attraverso la schermatura dei cavi RCA. In linea di principio, questa informazione è indicata nel manuale.
3. Fai il test del ronzio
Prima di appoggiare la puntina sul disco, alza il volume a circa un terzo e ascolta. Se senti un ronzio grave, costante e fastidioso, probabilmente c’è un problema di massa.
Verifica che il filo di terra sia ben collegato, che tocchi correttamente il metallo del morsetto GND e che nell’impianto non ci siano collegamenti di massa inutilmente duplicati.
4. Accendi gli apparecchi nell’ordine giusto
Accendi prima l’amplificatore, poi il preamplificatore se è esterno, quindi avvia il giradischi e alza progressivamente il volume.
Questo semplice ordine di accensione aiuta a evitare i classici “poc” nelle casse, sempre sgradevoli e mai salutari per i diffusori.
5. Proteggi il segnale phono
Il segnale phono è fragile. Può captare facilmente interferenze elettromagnetiche provenienti da trasformatori, telefoni cellulari, forni a microonde, piani a induzione e altri dispositivi presenti in casa.
Per questo motivo è preferibile utilizzare cavi RCA di lunghezza contenuta, idealmente non oltre i 2 metri. Superata questa soglia, il segnale può degradarsi e il rischio di captare rumore aumenta in modo significativo.
Scegli cavi in rame ben schermati, possibilmente con doppia schermatura, e cura con attenzione il percorso dei cavi dietro il mobile.
Prima di acquistare, fatti consigliare.
Un giradischi non è un semplice oggetto nostalgico. È una sorgente delicata, meccanica ed elettrica allo stesso tempo, che deve dialogare correttamente con il resto dell’impianto.
La qualità della testina, la presenza o meno di un preamplificatore phono, il collegamento all’amplificatore, la stabilità del supporto e persino il modo in cui vengono disposti i cavi possono cambiare in modo molto evidente il risultato finale.
Per questo motivo, prima di scegliere, vale la pena ascoltare, confrontare e capire quale soluzione sia davvero adatta al proprio impianto e al proprio modo di ascoltare la musica.
Da Audiovision, possiamo aiutarti a scegliere e installare un giradischi in modo corretto, evitando gli errori più comuni e costruendo un sistema coerente, musicale e piacevole da usare ogni giorno.
“Prima si ascolta. Poi si decide.”