COME CAPIRE SE UN IMPIANTO HI-FI SUONA BENE

COME CAPIRE SE UN IMPIANTO HI-FI SUONA BENE

E COSA BISOGNA DAVVERO SENTIRE

Non serve essere esperti: bastano pochi riferimenti semplici per riconoscere un ascolto naturale.

Il momento dell’ascolto può essere quasi intimidatorio. Ci si siede davanti a un impianto, spesso molto impressionante, e si pensa immediatamente: come faccio a capire se suona davvero bene? La buona notizia è che non serve essere tecnici o avere anni di esperienza per riconoscere un buon sistema.

L’orecchio umano è molto più sensibile di quanto immaginiamo. Basta sapere cosa ascoltare.


La voce umana è probabilmente il miglior riferimento possibile.

Tutti sappiamo, anche inconsciamente, come suona una voce reale. Quando un impianto è equilibrato:

  • la voce è naturale
  • non è né troppo sottile né troppo gonfia
  • le parole restano chiare e intelligibili.

Se la voce sembra artificiale o distante, spesso il sistema non è perfettamente equilibrato.


Un altro buon riferimento sono gli strumenti acustici:

  • pianoforte
  • chitarra
  • violino
  • sax

Questi strumenti hanno timbri molto riconoscibili. In un buon impianto dovrebbero conservare la loro ricchezza armonica, senza diventare aggressivi o metallici.


Quando un sistema funziona bene, la musica non sembra uscire direttamente dai diffusori. Gli strumenti appaiono distribuiti nello spazio tra i diffusori, con una certa profondità.

È quello che si chiama scena sonora.

Non deve essere necessariamente enorme, ma deve essere credibile.


Un criterio molto semplice è anche questo: si ha voglia di continuare ad ascoltare? Un buon sistema non stanca. La musica scorre con naturalezza e dopo qualche minuto ci si dimentica dell’impianto.

È spesso il segnale più affidabile.


Molti pensano di non avere sufficiente esperienza per giudicare un sistema hi-fi. In realtà la percezione musicale è qualcosa di molto naturale. Se un sistema restituisce voci credibili, strumenti naturali e uno spazio sonoro coerente, significa che l’equilibrio è probabilmente quello giusto.

E a quel punto la tecnologia fa semplicemente quello che dovrebbe fare da sempre: lasciare spazio alla musica.

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1. Voce femminile – naturalezza e presenza

Don’t Know Why – Norah Jones : Una voce molto naturale, accompagnata da pochi strumenti. È ideale per valutare:

  • la naturalezza del timbro
  • la presenza della voce
  • la delicatezza delle alte frequenze.


2. Pianoforte – coerenza armonica

The Köln Concert Part I – Keith Jarrett : Un pianoforte solo è uno dei test più rivelatori. Permette di percepire:

  • la ricchezza armonica
  • la naturalezza dell’attacco delle note
  • la continuità del messaggio musicale.



3.  Chitarra acustica – presenza e spazio

Keith Don’t Go – Nils Lofgren : Una registrazione live molto conosciuta. Serve per valutare:

  • la posizione della chitarra
  • la presenza del pubblico
  • la profondità della scena sonora.



4. Jazz – dinamica ed equilibrio

Take Five – The Dave Brubeck Quartet : Un grande classico del jazz. Perfetto per osservare:

  • la dinamica del sistema
  • la chiarezza degli strumenti
  • l’equilibrio tra batteria, sax e pianoforte.



5. Grande orchestra – ampiezza e controllo

Also sprach Zarathustra – Herbert von Karajan : Ideale per valutare:

  • l’ampiezza della scena sonora
  • la profondità del registro grave
  • la leggibilità nei passaggi orchestrali più intensi.



6. Pop moderna – presenza della voce

Hello – Adele : Un brano perfetto per valutare:

  • la stabilità della voce
  • la progressione dinamica
  • l’equilibrio del sistema quando il volume cresce.



7. Produzione minimalista – precisione del grave

Royals – Lorde : Utile per verificare

  • il controllo del basso
  • la pulizia del mix
  • la presenza della voce.



8. Spazialità – effetti e profondità

Time – Pink Floyd : L’introduzione con gli orologi è ideale per valutare:

  • la precisione della scena sonora
  • la posizione dei suoni nello spazio
  • la profondità del campo sonoro.



9. Crescita dinamica – tensione musicale

Starless – King Crimson : Straordinario per capire:

  • la separazione degli strumenti
  • la progressione dinamica
  • la capacità del sistema di restituire energia senza confusione.



10. Percussioni – velocità e materia del suono

Paris Istanbul Shanghai – Joël Grare : Una registrazione sorprendente costruita su strumenti a percussione provenienti da diverse tradizioni musicali. Perfetta per valutare:

  • la velocità delle transitorie
  • la ricchezza delle risonanze
  • la capacità del sistema di restituire la materia degli strumenti.



Due altri brani interessanti per una prova d’ascolto
  • Get Lucky – Daft Punk : Per valutare: il groove, la precisione ritmica, la pulizia del basso. Un buon sistema rende il ritmo estremamente naturale e coinvolgente.

  • Intro – The xx : Un brano minimalista molto utile per verificare la scena sonora, il posizionamento degli strumenti, la leggibilità del registro grave. Su un buon impianto gli strumenti sembrano fluttuare nello spazio tra i diffusori.


Un ultimo consiglio

Per fare un’ascolto 100% approfondito, porta sempre con te uno o due brani che conosci molto bene. Non devono essere registrazioni perfette: devono essere musica che hai ascoltato centinaia di volte.

Quando la musica diventa naturale e coinvolgente, quando scopri dettagli nuovi, hai trovato l’impianto giusto.

“Prima si ascolta. Poi si decide.”

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